PORTO D’ARMI E IL COLTELLO DI PATTADA


La coltelleria Giacu di Pattada (Sa), confezionó su mia ordinazione un coltello denominato “Resolza“, quello la cui lama ricorda la foglia dell’autoctono mirto. Un coltello a serramanico dalle origini antiche e umili, di comune utilizzo tra i pastori e di relativo pregio, se non fosse per la manifattura completamente artigianale.

A Pattada ancora oggi, infatti, grazie alla presenza di un ricco giacimento di minerale ferroso, l’acciaio viene lavorato dai locali artigiani unitamente al corno di montone, capra, bue o magari di muflone, per produrre lame e impugnature.

Ricordo bene l’aspettativa di quel giorno. Ero andato ad acquistare un coltello direttamente alla “fonte”, a Pattada, un piccolo paesino in provincia di Sassari.
La novità di un giorno diverso da una giornata passata al mare, il fascino dell’avventura per andare in trasferta tra i monti, si rafforzò allorquando scelto il coltello e nell’intento di acquistarlo, l’artigiano mi sorrise invitandomi ad attendere. Non potevo immaginare che vi fosse una lista di attesa e che degli anni dovessero passare per il ritiro!

Offrii allora qualcosa in più, come bambini che vogliono tutto e subito. Alla persistente resistenza dell’artigiano, offrii allora la metà del valore, financo a raddoppiarlo pur di averlo subito. Ma non vi fu nulla da fare, l’artigiano fu irremovibile. Apprezzandone la correttezza rispetto al sicuro mercimonio altrui ho saputo aspettare.

Ho raccontato questa storia molte volte. Enfatizzandola di particolari più o meno importanti, intrattenendo non poco l’ospite. Ma vi assicuro andò proprio così, ho aspettato degli anni per quel coltello!

Il caso ha voluto che qualche tempo dopo mi sia imbattuto in un processo in tema di armi. Il mio cliente, uno straniero, al termine della giornata lavorativa era stato fermato dai carabinieri per un normale controllo del territorio. Solo perché straniero venne perquisito da cima a fondo. Il personale rinvenne nel suo zaino un coltello multifunzione di uso nel quotidiano per lo straniero soprattutto durante i pasti. Tuttavia il maresciallo zelante configurò quel porto come abusivo, sordo alle plausibili spiegazioni fornite.

Non ho certo considerando quel processo difficile – il cliente venne facilmente assolto – ma è stata l’occasione per fare uno studio di oplologia, ripensando al mio coltello che avevo in auto, fiero nel tirarlo fuori e di raccontare ogni volta la mia storia.

Il perimetro in cui venne ricondotto il fatto fu quello dell’art. 4 della legge 18.04.1975 n.110 (legge in materia di controllo sulle armi) il cui fulcro riposa nel “giustificato motivo” che un soggetto deve poter addurre per poter portare lecitamente con sé uno “strumento da punta o da taglio atto ad offendere” qualunque ne sia la dimensione. Se quel coltello avesse avuto invece la punta acuminata e a doppio filo, saremo stati in presenza di un’arma propria con conseguente applicabilità del reato più grave di cui all’art. 699 cp.

L’articolo fa riferimento esclusivamente al porto che si concretizza quando un soggetto ha la disponibilità immediata del coltello, come nel caso in cui questo venga depositato all’interno del cruscotto di un’auto, e non anche al trasporto, che é invece caratterizzato dalla non pronta disponibilità all’utilizzo (il coltello é ad esempio riposto nel bagagliaio). In tale ultima ipotesi il trasporto è regolare, vale a dire che l’oggetto non è pronto all’uso e per il trasporto non si dovrebbe richiedere neppure un giustificato motivo.

Visibilità dell’oggetto e pronta disponibilità all’uso dello stesso, non sono tuttavia concetti sovrapponibili e la distinzione all’atto pratico non sempre agevole.
Ecco allora che lo studio mi ha portato a concludere nel dover usare maggiori accortezze nel trasporto del mio coltello sardo come di altro. Ben potrò metterlo nel portabagagli insieme alle vivande in mare come in montagna, per essere in tal guisa non così visibile e non facilmente disponibile all’uso.

Spero tuttavia di non imbattermi mai in un rigido quanto zelante operatore. Chissà se trovando le armi giocattolo di mio figlio ovunque presenti compreso in auto, potrebbe contestarmi qualcos’altro…..

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