IL DOLORE SI TRASFORMA


5/11/2016

Sara Rabà è una stilista. Si definisce figlia di razze diverse, di storie complesse, di mondi non troppo lontani eppure sconosciuti tra loro.
Ha una storia lunga da raccontare e una missione da completare.

Con la valigia sempre pronta per viaggiare ma non per fare vacanza, inizia dal mondo della moda percorrendo poi tratti diversi. Grafica, arredamento, la moda eco sostenibile ed il riciclo; il riuso ed il recupero sono i passi che confluiscono nel suo progetto e nel suo mondo, dove l’arte prende forma dalle sensazioni e dalle emozioni.

L’idea di una “gastronomia sartoriale”, una bottega dal gusto toscano dove, oltre all’abito esclusivo su misura, si possono degustare prodotti tipici e vini toscani chiedendo un piatto su misura, è solo uno di quei passi originali e multicolori.

La perdita del figlio Elia Barbetti – studente diciassettenne scomparso lo scorso ottobre 2015 per ragioni non ancora note, durante una gita all’Expó di Milano – non ha fermato quel cammino. La anima uno spirito diverso, ma l’amore per ogni cosa, l’amore che “nutre e che cura”, la spinge oltre, perché “niente è per caso”, perché “la vita é una scuola dove siamo destinati ad imparare con le buone o con le cattive”.

Ho avuto modo di incontrarla per ragioni professionali legate al triste evento, ma successivamente, spogliato delle vesti dell’avvocato, l’ho intervistata per estendere oggi il suo messaggio.

Per comprenderne meglio l’essenza e non svilirne i significati più profondi, le ho richiesto di comporre una nota per raccontarsi. L’ho letta di un fiato e la storia della stilista é diventa una mia lunga expertise della sua creazione.

“Le cose vanno viste da diversi punti di vista” – mi ha scritto – e grazie al sostegno di un compagno speciale, dal 2011 dal disegno su carta ha cominciato a tagliare.
“Sara Rabà lab” è il suo brand e, le collezioni, da donna e da bimba, sono fatte soprattutto di abiti “trasformabili”. Le gonne diventano giacche, abiti e maglie, le canotte si trasformano in foulard il tutto grazie a tessuti dalle linee morbide, facili da indossare. Sara Rabà trasforma oggi sempre di più il dolore e lo ribalta come fa con i vestiti.

Nel suo ultimo progetto lavorativo, racconta le sue attuali emozioni e consapevolezze attraverso una collezione di bambole, le “Teste Toste” fatte di stoffa Made in Italy cucite interamente a mano, con amore, che “esiste ed é immortale” e che oggi vuole far veicolare nelle mani di tanti bambini.

Ogni bambola è diversa dall’altra, con tutte le forme e teste possibili, ad indicarne individualità, ma anche diversità di tutti i bambini che potranno sviluppare manualità, fantasia e creatività grazie a quei vestiti anche loro trasformabili.

Questa mia nota è un modesto tributo. Promuove, più che Sara Rabà lab, un messaggio di speranza. Un messaggio lontano dalla promozione di un prodotto. Quello di una stilista che per il tramite di un figlio scomparso, ha condensato con l’ennesima iniziativa artistica la risposta, quella ultima alla sua vita.

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