37 PROCESSO CORONAVIRUS

DIRITTO CIVILE  

Le limitazioni al tempo del Coronavirus e il processo da remoto  

ARTICOLO MARZO 2020

 20.03.2020

TITOLO PUBBLICATO: La giustizia nel Bel Paese ai tempi del Covid-19

In questo periodo di contingenza emergenziale si sono poste numerose problematiche di origine penale, legate soprattutto all’esigenza del rispetto delle limitazioni imposte.Le limitazioni atte ad evitare il più possibile il contatto sociale, sono infatti misure che limitano grandemente l’esercizio delle libertà costituzionali (art. 13, 16, 17), prima fra tutte quella della libertà personale. 

Certamente le sanzioni adottate in caso di inosservanza dei decreti (primo fra tutti quello del d.l. 6/2020), sono state dissuasive delle condotte di molti, ma non per tutti. Si è partiti nell’individuare l’inosservanza delle misure di contenimento, nella fattispecie contravvenzionale penale di cui all’art. 650 c.p., per poi passare a una sanzione amministrativa che commina il pagamento da 400 a 3000 euro, salvo l’applicazione di sanzioni accessorie per determinate categorie di soggetti. 

La scelta dell’ applicazione di una sanzione pecuniaria, andando ad incidere sul patrimonio del trasgressore, dovrebbe essere senz’altro una misura dissuasiva, tanto più che è previsto anche il raddoppio in caso di reiterazione.Il trasgressore potrà sempre far valere le proprie ragioni proponendo opposizione entro 30 gg dinanzi al Prefetto, ovvero nel caso di sanzioni accessorie, dinanzi alla preposta autorità.Le autocertificazioni così come adattate al susseguirsi dei vari provvedimenti del Ministero dell’Interno), che il cittadino deve consegnare alle forze di Polizia e contenenti le indicazioni alle singole esigenze che giustificano l’uscita, hanno generato non poche difficoltà. 

Viene prescritto di non uscire dalle proprie abitazioni se non per validi motivi, tali intendendosi quelli di lavoro, salute o necessità.Inizialmente ci si è chiesto in quale categoria potesse rientrare il diritto del genitore a raggiungere i propri figli minorenni che si ritrovano presso l’altro genitore affidatario, ovvero, se lo stesso avvocato, così come altro professionista, potesse recarsi al proprio studio quantomeno per ritirare e portare con sè i fascicoli e lavorare da casa.
In molti, dopo due settimane di reclusione forzata hanno cercato di evadere irresponsabilmente, magari per soddisfare attività ludiche vietate, quali lo jogging giornaliero.

Non sono mancate attestazioni false  da parte di altri che li vedranno tratti a giudizio per la violazione dell’art. 483 c.p., (ossia falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico) che punisce la condotta sino a due anni di reclusione.Un mio cliente, la settimana scorsa è stato fermato dagli agenti di Polizia. 

Questi hanno ritenuto non giustificato quale stato di necessità il suo spostamento da un luogo ad altro per poter accudire i propri “gatti” in campagna.La sanzione elevata per la violazione dell’art. 4/1 D.L. 19/20 in tale caso, è stata di euro 533,33 poiché lo spostamento con un mezzo  di trasporto ha comportato anche l’aumento di ⅓. 

Ora, la sanzione, forse corretta,  ha dato luogo a maggiori conseguenze. La cliente esasperata da tanti giorni di isolamento forzato e sola, ha ingenuamente confidato nella fortuna. 

L ’uscita, forse, più che dall’accudimento dei propri felini, è stata motivata dal desiderio di una breve fuga per assaporare il gusto della libertà.La condotta è dunque degenerata. Alla contravvenzione, ritenuta ingiusta, è susseguito un’opposizione violenta per l’ esibizione dei documenti,  sino a giungere a quel danno collaterale che tipicizza la resistenza al p.u. Insomma la cliente avrebbe minacciato i verbalizzanti, ovvero opposto resistenza per dei gatti .... per un documento … per l’arroganza ....

Ci sarà un processo, non so quando…. con le mascherine o senza, a porte chiuse, in remoto...Chissà forse la cliente mostrerà le foto dei suoi gatti a comprovare la bontà del gesto.Temo che le aule si ingolferanno di giudizi inutili inerenti le autodichiarazioni. In ambito civile, vi sarà anche il caso di quella persona anziana multata per l’acquisto di qualche piante di geranio …. (d’altro canto si dirà, erano aperti i vivaisti e le piccole botteghe di sementi).Ma come saranno questi processi soprattutto quelli penali? Vedremo un giudice che guiderà i processi a distanza e deliberare in camere di consiglio? 
Assumeremo le testimonianze da remoto? Il giudice sarà chiamato a un controllo virtuale.

Certamente vi saranno nuove forme di interazione sociale così come nuove forme di limitazione. Limitato sarà anche l’aspetto umano, aspetto fondamentale del processo.L’Avvocatura che ha già intravisto per il futuro linee di una stabilizzazione della legislazione dell’emergenza è insorta. Essa non solo sconvolge i valori del processo accusatorio, ma finisce per “smaterializzarlo”.

Non vi è dubbio che la tecnologia applicata al processo penale (come in precedenza lo è stata per il processo civile), possa avere effetti positivi in generale in tale periodo di emergenza, ma dall’altra lederà alcuni diritti e valori costituzionali. 
La prova deve essere regolata dai principi della oralità e della immediatezza, ed una istruttoria in remoto altera i principi che regolano il contraddittorio.

L’udienza virtuale, oltre le parti, escluderà anche il pubblico. Verranno quindi meno i principi della pubblicità e, dunque, quello della trasparenza. Mi immagino la discussione....ridotta a modalità della sintesi, monotono, rispetto all’arringa finale.

Qualcuno parla di “svolta epocale” perché l’emergenza comporterà un mutamento per il futuro del processo penale, come si sta operando già per tutti i settori pubblici. 

Ma il processo non può essere stravolto, non può seguire logiche di adattamento degli eventi. “Smaterilizzazione delle carte ma non delle persone”  è stato detto. Ben venga dunque l’ informatizzazione del processo penale, ma tutto ciò nel rispetto del modello costituzionale  e di quello normativo del processo penale accusatorio.

Ma questa è un’altra storia ... adesso devo pensare al gatto ed alla sua padrona, alla mascherina che non so dove trovare ...

NOTE

(1) Complice poi la forzata convivenza che genera tensioni familiari, sono aumentate anche le violenze endofamiliari, sia psicologiche fisiche.

(2) es. la chiusura provvisoria dell’attività)

(3) Diversa è l’ipotesi prevista dall’art. 4 co. 6 del d.l. 19/20 che punisce coloro i quali si sono allontanati dalla propria abitazione nel periodo di quarantena essendo risultati positivi al virus.
La violazione è punita in questo caso da una norma sanitaria (l’art. 260, RD n. 1265/1934), così come inasprita dall’art. 4 co. 7 del d.l. 19/20 (arresto da 3 mesi a 18 mesi e l’ammenda da euro 500 a 5000).

(4)  Nel medesimo termine è ammesso il pagamento in misura ridotta. (5) che possono essere ridotti del 30% in € 374,34 se corrisposti entro 30 gg.

(6)  del contraddittorio, del diritto di difesa, della presunzione di innocenza, della riservatezza delle comunicazioni, della ragionevole durata.

(7) Conversione in legge del dl con il quale sono state introdotte (con i commi 12 bis, ter, quater e quinquies) norme intese a consentire la celebrazione di processi penali su piattaforme commerciali di conversazione (Skype for Business e Teams), sul presupposto di condizioni epidemiche tali da non consentirne la celebrazione nelle aule giudiziarie; 13) Decreto Legge n. 28 del 30.04.20 che ha profondamente modificato la disciplina del processo penale da remoto escludendo la possibilità di celebrare con tali modalità, salvo diverso accordo tra le parti, le udienze di discussione finale, in pubblica udienza o  in camera di  consiglio  e quelle  nelle  quali devono  essere   esaminati testimoni, parti, consulenti o periti. 


Articolo precedente alla disciplina è stata introdotta con la Legge n. 27 del 24.4.2020 di conversione del Decreto Legge n. 18 del 17.03.20,  e poi modificata con il Decreto Legge n. 20 del 2020.

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