Il ritardo del creditore nella consegna della dichiarazione liberatoria di pagamento del debitore

12.4.2015 – DIR. CIVILE  articolo n. 1 

Quando l’assegno emesso non è… coperto

Se vi è la prova che il pagamento di un assegno è stato coperto da parte dell’emittente, anche se fuori termine ed entro i sessanta giorni dall’emissione, la segnalazione iscritta in CAI non deve sussistere.

 

Quando l’emittente emette un assegno (generalmente post datato), privo in tutto, o in parte, dei fondi al momento dell’incasso, l’Istituto bancario (trattario) lo deve rendere edotto che, alla scadenza del termine di sessanta giorni e in mancanza dell’estinzione del debito, questi incorre nelle conseguenze previste dalla legge. Una di queste, l’ iscrizione in CAI (Centrale Allarmi Interbancaria)

Il cliente rivoltosi presso il mio Studio, lamentava come invero lo stesso avesse corrisposto brevi manu il dovuto, sia pur con qualche giorno di ritardo rispetto alla data recata in assegno, ma in assenza della dichiarazione fatta dal creditore (dichiarazione sostitutiva di pagamento), gli era stato impedito con la prova liberatoria, e sempre nei sessanta giorni, di recarsi in banca per evitare l’iscrizione nei data base dei cattivi pagatori.

Il cliente mostrava le prove del ricevimento tardivo della liberatoria, così come altrettanti sollecitati rivolti al creditore per l’esatto adempimento.

Stante i fatti così come rappresentati e documentalmente provati, quindi, stante la prova che il pagamento dell’assegno fosse stato coperto da parte dell’emittente, anche se fuori termine ed entro i sessanta giorni dall’emissione, la segnalazione iscritta in CAI non doveva sussistere.

Ora, seppur la legge regolatrice in materia (l. n. 319/1990, art. 8-9) nulla ha previsto in tale ipotesi, si ritiene illegittimo che il cliente debba subire tutte le conseguenze negative della segnalazione che, tra le altre, ricomprendono anche la revoca dall’autorizzazione ad emettere assegni quale fosse un assegno protestato.

QUID JURIS? Cosa si può fare in tali evenienze? Il cliente potrà senz’altro agire giudizialmente nei confronti del creditore (prenditore) per il danno arrecato, salvo agire anche nei confronti della banca che potrebbe non aver notiziato formalmente il proprio cliente delle conseguenze alle quali lo stesso andava incontro. Ad ogni modo l’Istituto, nelle more, dovrà provvedere allo spontanea cancellazione, risultando ormai soddisfatte tutte le condizioni per la cancellazione.

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APPROFONDIMENTI

Due cittadini tedeschi, moglie e marito, emigrano in USA. La legge sulla cittadinanza tedesca nella versione del 1871-1914 stabiliva che un cittadino tedesco perdeva automaticamente la cittadinanza se risiedeva fuori dalla Germania per più di 10 anni.[1]

In tale caso, di solito, non è possibile richiedere una “rivendicazione” di cittadinanza tedesca relativamente agli antenati immigrati negli Stati Uniti prima del 1904. I due cittadini stranieri, hanno lasciato la Germania nel 1923, ossia successivamente al 1914 e, pertanto, non hanno perso la cittadinanza tedesca. I coniugi perdano per naturalizzazione la cittadinanza tedesca avendone richiesto l’acquisizione della cittadinanza americana rispettivamente nel 1931 e 1932. La propria figlia mantiene la cittadinanza tedesca a seguito della naturalizzazione di entrambi i genitori?[2] I nonni hanno perso la cittadinanza tedesca successivamente alla nascita della propria figlia (1929) e dunque, quest’ultima è, per diritto di sangue, tedesca. I discendenti di quest’ultima, potranno chiedere la cittadinanza tedesca per discendenza dei propri nonni e, da questi, dalla propria madre.

In Germania, a tal fine si deve richiedere prima un certificato di cittadinanza. I relativi moduli nonché ampie informazioni in merito ai presupposti sono reperibili anche inglese sul sito internet del Bundesverwaltungsamt (Ufficio Amministrativo Federale) [3]

 

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APPROFONDIMENTI

[1] Nel periodo dall’01.01.1871 al 31.12.1913

[https://italien.diplo.de/it-it/service/cittadinanza/1439926]

[2] In via di massima, nella legislazione tedesca in materia di cittadinanza vale il principio della discendenza (ius sanguinis). Ne risulta che la cittadinanza tedesca viene acquisita per discendenza da genitori tedeschi senza tener conto del luogo di nascita (§ 4 comma 1 della Legge sulla Cittadinanza). [https://italien.diplo.de/it-it/service/cittadinanza/1439926]

Ed ancora: La “legge di cittadinanza tedesca applicabile” afferma che “i figli nati in matrimonio tra il 1 ° gennaio 1914 e il 31 dicembre 1974, hanno acquisito la cittadinanza tedesca solo se il padre era un cittadino tedesco al momento della loro nascita”.

[3] Potrebbe essere utile richiedere informazioni via email a: staatsangehoerigkeit@bva.bund.de