PROCESSO E CORONAVIRUS_parte_2

Alfredo Perugi


QUEL MALEDETTO ALGORITMO

Il processo telematico al tempo del Coronavirus: un anno di bilancio. Cosa si è guadagnato e cosa si è perso. Il processo civile, amministrativo e penale

30 MARZO 2021

 

Da qualche parte, più volte, ho ricordato come mio padre ingegnere mi instradò all’uso dl computer, ormai oltre 40 anni fa. La memoria mi rimanda oggi all’utilizzo che lo stesso faceva per il calcolo degli schemi della risoluzione della trave continua… o qualcosa del genere per il tramite degli algoritmi.

Pochi giorni or sono l’ho incontrato di nuovo… l’algoritmo …mentre mi accingevo faticosamente al deposito telematico di un atto di costituzione. Il deposito di un atto giudiziario in ambito amministrativo, si presenta alquanto farraginoso pur nell’apparente semplicità. Incrocio dunque le dita perché in questo periodo di pandemia i server sono sovraccarichi e dell’invio non c’è certezza, mentre inflessibile è la scadenza processuale che si impone come una mannaia. Ed ecco infatti che proprio all’ultimo passaggio, nell’apporre la firma digitale, mi compare un “dialogo di avviso” che mi avverte che l’algoritmo hash SHA1, in uso e richiesto per la firma, è obsoleto. Cerco di non farmi prendere dal panico ed esclamo – per usare un eufemismo – che non si può chiedere troppo ad un avvocato che informatico non è! Insisto dunque nella procedura ed alla fine, per motivi ignoti, e dopo diversi tentativi, riesco nell’intento, anche con quell’algoritmo obsoleto.

Un inconveniente questo che, protrattosi per diverse ore, insieme ad altri, mi ha messo a dura prova vista l’importanza dell’atto che richiedeva il deposito. Le responsabilità professionali in questo caso come in altri, sono enormi, ed il più delle volte impossibile rinvenire un tecnico disposto a prestarti assistenza. Più agevole invece si è rilevato lo svolgimento dell’udienza da remoto. In tempi di normalità avrei fatto volentieri una trasferta nel nord Italia, ma oggi quella città è tutt’ora una delle più colpite dalla pandemia e la tecnologia si è rilevata, in questo caso, una risorsa preziosa. L’esperienza descritta mostra come il processo telematico, al tempo del Coronavirus, abbia modificato usi e costumi.

Varia l’utilizzo nelle diverse branche del diritto, complicandosi nel processo penale, tanto che i penalisti per le difficoltà tecniche rinvenute già per i soli depositi, hanno in questi giorni proclamato l’astensione dalle udienze. Per l’ingiustificabile diversità dei sistemi utilizzati nei vari plessi di giurisdizione, l’Avvocatura associata auspica un “sistema telematico omogeneo ed efficiente, tale da assicurare le prerogative delle parti nel processo giurisdizionale”. Nella stesso giorno in cui scrivo, il 25 marzo, ma dell’anno scorso, rinvengo dall’archivio della Corte Penale di New York, una similare riorganizzazione del sistema giudiziario dello Stato per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie.

Registro qualche differenza con l’Italia, ma giungo alla conclusione che non c’è “niente di nuovo sotto il sole”.  Anche qui la pandemia ha creato una “tempesta” che è destinata ad avere un impatto profondo per il futuro sui casi civili e penali e sui processi in generale. Senz’altro anche negli States la tecnologia remota ha aiutato notevolmente il contenzioso civile in termini di risparmio di tempo e denaro, mentre nel settore penale rilevo un maggior effetto, proprio perché la mancata presenza delle parti nella sua sede naturale, ha messo in pericolo i diritti fondamentali e la dignità delle persone. In Italia non siamo arrivati ancora ad esaminare un testimone da remoto, non ho mai visto udienze preliminari in notturna; ma ben comprendo le problematiche in merito agli aspetti dell’interazione tra un avvocato ed un testimone da esaminare il cui pàthos e tensione si perdono in un ambiente virtuale. Rilevo dunque comuni interrogativi da più parti posti: Fino a che punto questi cambiamenti permarranno nel post COVID? Cosa si è guadagnato e cosa si è perso con la tecnologia remota? Siamo in presenza di una vera e propria sfida per la professione. Siamo tutti in battaglia e noi operatori del diritto, in qualunque parte del mondo, facciamo del nostro meglio per difendere diritti e le prerogative dei nostri assistiti con ogni mezzo.

 

APPROFONDIMENTI

  • Invii telematici dei documenti: Sistema Elettronico di Consegna dei Documenti (EDDS) – ricevimento notifica da parte del cancelliere o County Clerk che il documento sia stato accettato per il deposito.
  • Utilizzo di Skype o Microsoft Team
  • Whether in-person or virtual, pandemic-era court proceedings pose challenges for litigators trained to read and react to jurors’ facial expressions.
  • “Transformation Through Technology: How Law Firms are Adapting to the New Normal”